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Prelievi bancomat immotivati nel mirino del Fisco. Norme rischiano di essere incostituzionali

Prelievi bancomat immotivati nel mirino del Fisco. Norme rischiano di essere incostituzionali

Nello schema di decreto legge sulla revisione del sistema sanzionatorio, all'esame delle Commissioni parlamentari, l'art.15 aggiunge un comma 7 bis all'art. 11 del dlgs 471/97, il quale dispone che “La mancata o inesatta indicazione del soggetto beneficiario delle somme prelevate o degli importi riscossi nell'ambito dei rapporti e delle operazioni di cui all'artico 32, primo comma n. 2 del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è punita con sanzione dal 10 al 50% delle predette somme, salvo che non risultino dalle scritture contabili”. La norma rischia però di nascere incostituzionale, alla luce della sentenza della Consulta n.228 del 2014, la quale aveva censurato la disposizione di cui all'art. 32 del dpr 600/73, affermando che “anche se le figure dell'imprenditore e del lavoratore autonomo sono per molti versi affini nel diritto interno come nel diritto comunitario, esistono specificità di quest'ultima categoria che inducono a ritenere arbitraria l'omogeneità di trattamento prevista dalla disposizione censurata, alla cui stregua anche per essa il prelevamento dal conto bancario corrisponderebbe a un costo a sua volta produttivo di un ricavo”. Anche se dunque non si tratterebbe più di una presunzione legale, ma di sanzioni in caso di mancata indicazione del beneficiario del prelievo, l'effetto rischia di essere il medesimo. Ha evidenziato dubbi e perplessità anche Enrico Zanetti, sottosegretario del ministero dell'Economia. Il partito della maggioranza ha diffuso una nota molto netta: “Scelta Civica condivide senza riserve le perplessità evidenziate da alcuni organi di stampa in merito alla norma inserita nello schema di decreto fiscale di riordino delle sanzioni penali e amministrative, in base alla quale si applicherebbe in futuro una sanzione dal 10% al 50% sui prelevamenti dal conto corrente per i quali il contribuente manchi di indicare, a richiesta dell'amministrazione finanziaria, il soggetto beneficiario dei prelevamenti medesimi. È una norma semplicemente pazzesca, come e più di quella recante per troppi anni una presunzione che, recentemente, la Corte costituzionale aveva finalmente neutralizzato. Già durante i lavori di preparazione dello schema di decreto, Scelta Civica, nella persona del suo segretario, nonché sottosegretario al Mef, aveva sottolineato l'assurdità di una simile proposta, avanzata da ambienti dell'Agenzia delle Entrate".

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17 luglio 2015