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Sentenza della Corte costituzionale, migliaia di accertamenti a rischio illegittimità

Sentenza della Corte costituzionale, migliaia di accertamenti a rischio illegittimità

Dirigenti illegittimi firmano atti illegittimi. Che quindi possono essere impugnati. E se si tratta, ad esempio, degli atti sugli accertamenti fiscali, è facile immaginare che molti contribuenti possano essere solleticati dall'idea di fare ricorso, mettendo in seria difficoltà il contenzioso fiscale e a rischio il gettito. E di questo sono convinti i consumatori che già annunciano la richiesta di annullamento per atti che riguardano "migliaia di contribuenti". Ma il tema non sussisterebbe, almeno secondo il costituzionalista Enzo Cheli, che assicura la validità degli atti siglati dai dirigenti negli anni scorsi, perché “gli effetti della pronuncia della Consulta valgono per il futuro e non per il passato”. Tesi sostenuta anche al Tesoro, per due ordini di motivi: sia perché i soggetti incaricati avevano deleghe di firma, questione citata anche nel dispositivo della Consulta, sia perché più in generale la giurisdizione consolidata della Cassazione, anch'essa richiamata dalla sentenza della Corte Costituzionale, dice che “gli atti emessi sono validi quando sono riferibili al direttore dell'ufficio a prescindere che questo abbia una qualifica dirigenziale”. Stessa posizione peraltro gia' espressa in passato in Parlamento - “l'annullamento giurisdizionale dell'atto di nomina di un funzionario non travolge, in linea di principio, gli atti da questo adottati nell'esercizio della sua funzione” come stabilito dal Consiglio di Stato - quando l'attuale sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, da deputato, aveva interrogato il Tesoro sul potenziale “rischio erariale” che poteva discendere da una eventuale pronuncia di illegittimità delle nomine dirigenziali, visto che “gran parte degli avvisi inviati dall'Agenzia potrebbero risultare nulli”. E il caso potrebbe essere ad esempio, indicano fonti parlamentari, quello degli atti firmati dai dirigenti provinciali per i quali invece non ci sarebbe stata l'apposita delega. Intensi comunque tra ieri e oggi i contatti tra il Tesoro e i vertici delle agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Territorio) interessati dalla sentenza della Consulta che martedì, dopo una serie di rimandi tra il Tar e il Consiglio di Stato, ha dichiarato illegittime le nomine dei dirigenti effettuate dalle Agenzie fiscali, avvenute non tramite concorso pubblico. Questione non di poco conto, considerando che questi dirigenti illegittimi sono circa 1.200 nominati dal 2000 ad oggi. Il ministro Pier Carlo Padoan, a quanto si apprende, ha incontrato i vertici delle agenzie, e a via XX Settembre si sta studiando il modo per correre ai ripari con una soluzione “strutturale”, per evitare che si creino di nuovo situazioni simili. Ed evitare soprattutto lo stallo per le Entrate, alle prese in queste settimane con molti dossier caldi, oltre all'attività ordinaria, che vanno dal nuovo 730 precompilato alle procedure di voluntary disclosure. Ma Adusbef e Federconsumatori comunque già sono sul piede di guerra: “Chiederemo - avvertono - l'accesso agli atti alle Agenzie Fiscali per individuare funzionari e dirigenti promossi illecitamente, affinché in sede di giudizi pendenti nei Tribunali e nelle Commissioni tributarie, vengano annullati tutti gli atti illegittimamente sottoscritti, a carico di migliaia di contribuenti”.

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19 marzo 2015