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Fisco, lo scontrino destinato a scomparire entro il 2017

Fisco, lo scontrino destinato a scomparire entro il 2017

Invio, ricezione e conservazione delle fatture in digitale, senza più carta né mail, ma utilizzando un'unica piattaforma elettronica che di fatto, dal primo gennaio 2017, manderà in soffitta lo scontrino a fini fiscali. Il nuovo sistema, che permetterà al fisco di incrociare i dati, verificarli e controllarli in tempo reale “da remoto”, in pratica senza più necessità di blitz stile Cortina, è una delle rivoluzioni contenuta nel pacchetto di decreti attuativi della delega fiscale approvati in via preliminare dal consiglio dei ministri. Il governo ha infatti dato il via libera ai primi tre decreti legislativi su fatturazione elettronica, internazionalizzazione delle imprese e abuso del diritto (comprensivo anche della cosiddetta cooperative compliance), rimandando però a giugno non solo la partita sul penale tributario - che a dicembre ha scatenato polemiche tali da congelare fino ad oggi l'attuazione dell'intera delega - ma anche i capitoli giochi e catasto, meno tecnici ma politicamente più delicati. Che si tratti di lotta all'elusione o di ruling internazionale, l'idea di fondo è comunque quella di “semplificare la vita al contribuente”, in questo caso soprattutto alle imprese, le più coinvolte dai provvedimenti, di dare certezze agli investitori, nazionali ed esteri, e di avviare un dialogo tra chi le tasse le paga e chi le riscuote, in modo che da puro “controllore l'Agenzia delle Entrate si trasformi anche in consulente”. Nel loro insieme, ha spiegato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, le nuove norme servono “a costruire un sistema fiscale più trasparente per il contribuente, che al contempo migliori l'efficienza della macchina pubblica”. Questo comporta, ad esempio, un passo indietro sulla possibilità di avviare l'azione penale tributaria che ora gode ampiamente del “raddoppio dei termini”: in futuro, invece, la denuncia del reato dovrà essere presentata entro 4 anni e solo in questo caso scatta il “raddoppio”. Ma, se si molla qualche spazio di manovra sul penale, di fatto il fisco sarà più mirato e pungente - ma anche meno invasivo - nei controlli fiscali veri e propri, quelli che puntano all'incasso e non alle manette. La fatturazione elettronica ne è un esempio lampante, con “benefici - ha insistito il ministro - sia per il contribuente che per l'amministrazione in termini semplificazioni, di abbattimento dei costi e di efficienza”. La piattaforma sarà la stessa già utilizzata dalla pubblica amministrazione e potrà essere sfruttata gratuitamente. A differenza della pubblica amministrazione, per cui dallo scorso 31 marzo è scattato l'obbligo di fatturazione digitale, per i privati l'utilizzo sarà facoltativo. Per questo, per facilitare soprattutto le imprese più piccole, sono stati previsti degli incentivi specifici, dall'abolizione dello spesometro ai rimborsi Iva in via prioritaria, fino alla riduzione dei termini di accertamento, a patto però che sia consentita la tracciabilità. La valenza fiscale dello scontrino andrà dunque progressivamente a morire, anche se la ricevuta di carta rimarrà essenziale come garanzia del bene acquistato e quindi dovrà essere comunque emessa e conservata. I decreti passeranno ora all'esame delle Commissioni parlamentari che daranno il loro parere prima di un ulteriore passaggio, definitivo, in Consiglio dei Ministri e anche in attesa che il governo si concentri sul penale e sulle relative sanzioni.

22 aprile 2015