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In ritardo con i contributi INPS? Chiedici come evitare le sanzioni

In ritardo con i contributi INPS? Chiedici come evitare le sanzioni

Doppia chance sull’omesso versamento di ritenute contributive. Il datore di lavoro, infatti, può evitare del tutto l’applicazione della sanzione, procedendo a versare le ritenute previdenziali trattenute ai lavoratori, ma non versate nei termini ordinari, entro tre mesi dalla notifica della contestazione. Decorsi i tre mesi, il datore di lavoro non può più evitare la sanzione, ma può subirla in misura ridotta, procedendo al pagamento di quanto omesso (più sanzione ridotta) nei successivi 60 giorni. A spiegarlo, tra l’altro, è il ministero del lavoro nella nota con numero di protocollo 9099 del 3 maggio. La nota ministeriale detta specifiche indicazioni sulla contestazione dell’illecito per il mancato versamento delle ritenute previdenziali INPS operate dal datore di lavoro sulle paghe dei lavoratori dipendenti e dai committenti sui compensi dei collaboratori coordinati e continuativi (art. 2, comma 1-bis, dl n. 463/1983). L’illecito, a seguito del decreto legislativo n. 8/2016 (cosiddetta depenalizzazione), è stato riformulato in due fattispecie come indicato in tabella. In entrambe le ipotesi il datore di lavoro non è punibile (né reato, né sanzione) ove provveda al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla notifica della contestazione della violazione.

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05 maggio 2016