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Cambia il regime dei minimi IVA

Cambia il regime dei minimi IVA

Cambia la regolamentazione dei regimi minimi IVA grazie alle norme contenute nella legge di stabilità recentemente approvata dal Parlamento. Si tratta di novità importanti per chi intende aprire una partita IVA a partire dal 1° gennaio del 2015, cambiamento che potrebbero comunque essere presto rivisti da un intervento del governo. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha infatti fatto capire che cercherà di limitare alcune storture generate dalla nuova disciplina.

 

Le condizioni da soddisfare per entrare nel nuovo regime dei minimi sono diverse. Esattamente quattro. I ricavi, ad esempio, non devono essere superiori ai limiti previsti dalla legge e che variano a seconda dell'attività svolta (si passa dai 15 mila euro annui per le imprese edili per arrivare ai 40 mila di quelle alberghiere e della ristorazione); i redditi da lavoro dipendente o pensione non devono essere superiori a quelli d'impresa o professionali, eccezion fatta nel caso in cui la somma complessiva non superi la soglia dei 20 mila euro; le spese per prestazioni di lavoro non devono superare i 5 mila euro e, infine, non si devono possedere uno stock di beni mobili strumentali (al lordo degli ammortamenti) superiori a 20 mila euro. Il nuovo regime prevede la forfetizzazione del reddito imponibile, che si ottiene applicando una percentuale di redditività che varia a seconda dell'attività svolta, sul quale applicare successivamente un'aliquota triplicata rispetto a quella attuale: il 15% contro il 5%. Una novità rispetto al passato: il vecchio sistema consentiva infatti di portare in deduzione i costi inerenti all'attività senza alcun limite. Per le partite IVA, iscritte dal 1° gennaio, i costi non potranno così azzerare il reddito imponibile.

 

Nulla cambia per i contribuenti che già usufruivano del regime della contribuzione minima. Le agevolazioni andranno avanti sino alla scadenza naturale.

24 dicembre 2014