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Le cartelle esattoriali si prescrivono dopo cinque anni. Da noi la consulenza giusta

Le cartelle esattoriali si prescrivono dopo cinque anni. Da noi la consulenza giusta

Le sanzioni tributarie e gli interessi che derivano da una cartella di pagamento divenuta definitiva per mancata impugnazione si prescrivono in cinque anni, decorrenti dalla notifica dell’atto esattoriale. La cartella di pagamento non opposta, infatti, non è equiparabile a una sentenza passata in giudicato e non può, quindi, trovare applicazione l'articolo 2953 del codice civile. Lo afferma la Corte di cassazione nella ordinanza n. 12715/2016. Il collegio di Piazza Cavour era chiamato a dirimere una controversia relativa all’originaria impugnazione di un avviso di pagamento notificato nel 2012, avente come presupposto una cartella esattoriale per tributi erariali, sanzioni e interessi notificata nel 2002 e non opposta. Nel ricorso in Commissione tributaria, il contribuente aveva eccepito l’avvenuta prescrizione quinquennale delle somme relative a sanzioni e interessi, essendo trascorsi quasi dieci anni tra la notifica della cartella e l’avviso di pagamento. In primo grado, il ricorso veniva accolto, mentre la commissione regionale ribaltava il verdetto dei colleghi di prime cure. Contro la sentenza di secondo grado, il contribuente proponeva ricorso per cassazione. Con l’ordinanza in commento, la Suprema corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso introduttivo. «Se la definitività della sanzione non deriva da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile», si legge nella pronuncia, “vale il termine di prescrizione di cinque anni, previsto dall’art. 20 del dlgs 18 dicembre 1997, n. 472”. Di contro, non è applicabile la prescrizione decennale ai sensi dell’articolo 2953, norma che si applica solo quando la sanzione deriva da una sentenza passata in giudicato, i cui effetti non sono equiparabili a quelli prodotti da una cartella divenuta definitiva per mancata opposizione. In base al citato articolo 2953, “I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo a essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni”. La Ctr aveva ritenuto applicabile tale norma anche alla casistica esaminata, ove la definitività della sanzione derivava da cartella di pagamento non opposta nei termini. La Cassazione ha bocciato tale interpretazione, statuendo che la prescrizione rimane quella propria della sanzione tributaria stabilita dall’articolo 20, comma 3, del decreto legislativo 472/97, in base al quale “il diritto alla riscossione della sanzione irrogata si prescrive nel termine di cinque anni”.

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11 luglio 2016