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Non siete riusciti a pagare tasse e imposte? Risolvete il problema con noi

Non siete riusciti a pagare tasse e imposte? Risolvete il problema con noi

Dal 2016 è ancora più conveniente condonare le violazioni tributarie. Le sanzioni dovute in seguito al ravvedimento operoso sono state dimezzate. Infatti, i contribuenti che entro la giornata di ieri, 16 giugno, non hanno pagato, in tutto o in parte, gli acconti Imu e Tasi o li versano in ritardo, oltre tale data, possono regolarizzare le violazioni pagando una mini sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni dalla scadenza. Se la sanatoria viene effettuata oltre questo termine e fino a 30 giorni dalla scadenza la sanzione è dovuta nella misura dell’1,5%. Qualora il ritardo si protragga oltre, fino a 90 giorni, la sanzione sale all1,66%. A partire dal 2016, la legge di riforma delle sanzioni tributarie (decreto legislativo 158/2015) ha dimezzato il quantum dovuto a titolo di penalità. Da oggi è possibile avvalersi del ravvedimento sprint entro 14 giorni dalla commissione della violazione, fruendo di una sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base) o del ravvedimento breve, entro 30 giorni dalla commissione della violazione, pagando una sanzione ridotta all’1,5% (1/10 del 15%). Gli interessati, però, hanno anche la chance di condonare le violazioni per omesso, parziale o tardivo versamento di Imu e Tasi entro 90 giorni da quando sono state commesse, con la sanzione ridotta all’1,66% (1/9 del 15%). Considerato che il pagamento dell’acconto doveva essere effettuato dai titolari di immobili soggetti al prelievo (fabbricati, escluse le abitazioni principali, e aree edificabili) entro il 16 giugno, per fruire dell’abbattimento della sanzione i contribuenti possono sanare le irregolarità entro il 14 settembre. Come ultima alternativa, poi, possono avvalersi del ravvedimento lungo entro 1 anno, ma con una sanzione più salata, dovuta nella misura del 3,75% (1/8 del 30%). Quest’ultima sanzione è l’unica a non essere stata ridotta dalla legge di riforma rispetto al passato.

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17 giugno 2016