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Ravvedimento operoso, impossibile accedere alla rateizzazione

Ravvedimento operoso, impossibile accedere alla rateizzazione

Sarebbe impossibile accedere alla rateizzazione degli importi da versare qualora si sia scelto di accedere al regime del ravvedimento operoso. La normativa vigente richiede infatti non prevede tale possibilità, richiedendo invece il contestuale ed integrale pagamento di tributi, sanzioni ed interessi. Questo l'allarme messo nero su bianco in una circolare emessa dalla Fondazione nazionale dei commercialisti. La Legge di stabilità 2015 (190/2015), il cui comma 637 ha previsto un sostanziale ampliamento delle modalità e dei termini per l'applicazione del ravvedimento operoso, disciplinato dall'art. 13 del Decreto legislativo 472/97; obiettivo della norma, spiegano i professionisti, è consentire al contribuente di “regolare le sanzioni in funzione del momento in cui interviene il ravvedimento, prevedendo maggiori riduzioni quanto più la regolarizzazione è prossima alla commissione della violazione” e per i tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate, sino alla notifica di atti di liquidazione o di accertamento, di “poter accedere alla regolarizzazione spontanea delle omissioni e/o violazioni commesse a prescindere dalla circostanza che la violazione sia stata già constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche o altre attività di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza”. Ma i punti critici non mancano, visto che le nuove regole “non sono di applicazione generale, ma alcune di esse, possono applicarsi solo ai tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate, il che determina una situazione di disparità di trattamento”. E, come già sottolineato, non è permessa la rateizzazione degli importi dovuti, il che potrebbe indurre il contribuente a non ravvedersi, ovvero, ipotizza la Fondazione dei commercialisti, ad “attendere la notifica dell'avviso di accertamento per far ricorso ad altri istituti, quali l'acquiescenza o l'accertamento con adesione, che, a fronte di un trattamento premiale deteriore, prevedano però la possibilità di versare gli importi dovuti in modo dilazionato”.

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17 aprile 2015