I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Ulteriori informazioni ok

BLOG

News

  • Home
  • Blog
  • News
  • IVA, operativi il reverse charge e lo split payment

IVA, operativi il reverse charge e lo split payment

IVA, operativi il reverse charge e lo split payment

Dal 1° gennaio il reverse charge dell'IVA ha esteso il suo spettro d'azione. La legge di Stabilità votata dalle Camere sul finire di dicembre ha infatti puntato sull'inversione contabile per contrastare il mancato versamento dell'imposta sul valore aggiunto. Il testo contenente la manovra di finanza pubblica ha novellato l'articolo 17 del D.P.R. n. 633/1972, la norma prevede che il reverse charge si applichi “alle prestazioni di servizi, diversi da quelli di cui alla lettera a-ter, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori; a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell'articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione; a-ter) alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici; b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative (…); c) alle cessioni di personal computer e dei loro componenti ed accessori; d) alle cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere (…)”. Il regime in argomento si applica anche ad una serie di operazioni legate alla cessione di “quote di gas serra” e alle cessioni di gas e di energia elettrica; materia riservata alle grandi società del comparto energetico. Potrebbe invece avere notevole impatto il reverse cherge applicato nei confronti degli operatori della grande distribuzione organizzata, norma inserita nella legge di stabilità ma sottoposta al parere della Commissione europea. L'IVA è infatti un'imposta che ha sempre di più una dimensione comunitaria.

Come funziona dal punto di vista contabile l'inversione contabile?

Chiunque effettuerà una delle prestazioni elencate nella nuova disposizione, dovrà emettere fattura senza applicazione dell’imposta, on l’annotazione “inversione contabile” ed eventualmente indicando gli estremi della nuova norma. Il committente del servizio dovrà registrare la fattura ricevuta, e integrata con l’imposta determinata attraverso l’applicazione della corretta aliquota Iva, sia nel registro degli acquisti che in quello delle vendite applicando, inoltre, per quanto concerne l’Iva a credito, eventuali indetraibilità di carattere soggettivo od oggettivo.

Diverso rispetto al reverse charge è invece lo split payment. Questa nuova disciplina del versamento dell'IVA rileverà per le operazioni svolte nei confronti delle Pubbliche amministrazioni (rilevano solo gli enti elencati nel comma 629 dell'articolo 1 della legge di Stabilità). Il fornitore di un servizio dovrà indicare il corrispettivo dell'imposta nella fattura, sarà però la controparte pubblica a procedere direttamente al versamento di quanto dovuto. La legge di Stabilità prevede che lo split payment trovi applicazione per tutte le operazioni con esigibilità a partire dal 1° gennaio 2015. Volendo esemplificare, lo split payment produrrà gli stessi effetti del reverse charge, con la differenza però che, in quest’ultimo caso, la fattura viene emessa senza esposizione dell’Iva e deve essere annotata separatamente anche nel registro Iva degli degli acquisti, mentre con lo split payment l’Iva verrà regolarmente esposta in fattura ma sarà annotata solo nel registro Iva delle vendite, senza peraltro concorrere alla liquidazione Iva periodica. Secondo quanto disposto dall'art. 2 del decreto del ministero dell'Economia datato 23 gennaio 2015, i fornitori della pubblica amministrazione devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, apponendo sulla stessa fattura l’annotazione “scissione dei pagamenti” e registrandola nei termini indicati dagli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 633/1972, ma senza computare come IVA a debito l’imposta indicata nella medesima fattura, che dunque non andrà calcolata nella liquidazione periodica (mensile o trimestrale). Il nuovo regime dello split payment troverà applicazione anche per le fatture già emesse in regime di “esigibilità differita” e non ancora incassate, per le quali dovrà procedersi al conseguente storno del credito verso il cliente Pa, per la parte relativa all’Iva, dal momento che l’imposta sarà versata all’Erario dal committente. Come nel caso del reverse charge, la nuova normativa rischia di creare diversi problemi di liquidità alle aziende. La cassa si troverà infatti sprovvista di un flusso che sino a qualche settimana fa poteva essere utilizzo per far fronte a spese di varia natura. Il comma 630 dell'articolo 1 della legge di stabilità prevede però che i soggetti passivi a cui si applica lo split payment siano ricompresi tra le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi dell’IVA sono eseguiti in via prioritaria ai sensi dell’art. 38-bis, comma 10, del D.P.R. n. 633/1972. Sui tempi di liquidazione, almeno per il momento, non si hanno però certezze.

05 febbraio 2015