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Fisco, arrivano tre nuovi decreti legislativi su semplificazione e abuso del diritto

Fisco, arrivano tre nuovi decreti legislativi su semplificazione e abuso del diritto

Costruire un sistema fiscale “più trasparente che semplifichi la vita dei contribuenti” e “migliori l'efficienza dell'amministrazione”. Questo lo scopo della delega fiscale per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che, riguardo ai tre decreti legislativi approvati oggi dal Consiglio dei ministri e che ora andranno ai pareri delle commissioni parlamentari, ha parlato di “un importante passo in avanti, anche se non è quello definitivo”. I provvedimenti riguardano la fatturazione elettronica, l'internazionalizzazione delle imprese e le norme in materia di certezza del diritto nei rapporti tra contribuenti e fisco. Per giugno è previsto il via libera all'ultimo pacchetto di Dlgs attuativi. “Miglioriamo le condizioni di certezza in cui operano i contribuenti e ci saranno benefici sia per il contribuente che per l'amministrazione”, ha spiegato il titolare di via XX settembre. Entrando nello specifico: il decreto sulla certezza del diritto codifica l'abuso del diritto che si configura quando le operazioni prive di sostanza economica, pur nel rispetto delle norme fiscali, realizzando vantaggi fiscali. Il testo approvato oggi “ha lo scopo di fornire al contribuente margini chiari, senza incorrere in violazione volontaria”, e “l'onere della prova è a carico dell'amministrazione fiscale” ha spiegato Padoan aggiungendo che le operazioni abusive non saranno punite penalmente: “Il regime sanzionatorio ricade nell'ambito amministrativo”. Lo schema di decreto affronta anche la questione del raddoppio dei termini di accertamento relativo alle verifiche penali, che ha dato finora adito a diverse incertezze interpretative. Il raddoppio dei tempi, ha concluso Padoan, sarà consentito soltanto se la denuncia all'autorità giudiziaria avviene entro “la scadenza ordinaria dei termini”. Stralciata invece la riforma dei reati, compresa l'ormai famigerata norma sulla soglia di non punibilità del 3 per cento per l'evasione, ribattezzata “salva-Berlusconi”. Un rinvio che secondo l'esponente dell'esecutivo è solo di “natura tecnica”, nessuna "tensione" all'interno del governo: “Dobbiamo ancora completare il pacchetto sul sistema sanzionatorio, per cui quelle misure saranno completate in quel pacchetto”.

21 aprile 2015