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Fisco, le sponsorizzazioni hanno lo stesso regime della pubblicità

Fisco, le sponsorizzazioni hanno lo stesso regime della pubblicità

Gli esborsi corrisposti alle associazioni sportive per la sponsorizzazione di un prodotto, del marchio o anche, semplicemente, dell'attività, devono qualificarsi come "spese di pubblicità" e in quanto tali, in assenza di contestazioni di inerenza, certezza o competenza, sono integralmente deducibili e detraibili. È questo il principio sancito dalla Commissione tributaria provinciale di Milano nella sentenza n. 3819/47/15 depositata lo scorso 29 aprile. La pronuncia assume particolare rilievo in considerazione dell'incremento del numero degli accertamenti con i quali gli Uffici stanno procedendo alla riqualificazione di tali esborsi in "spese di rappresentanza" e al conseguente assoggettamento degli stessi ai limiti di deducibilità previsti dall'art. 108 del Tuir e al regime d'indetraibilità Iva, previsto dall'art. 19 del dpr n. 633 del 1972. Il tema della qualificazione giuridica delle sponsorizzazioni, negli ultimi anni, è stato al centro di un vivace dibattito degli operatori del settore. La stessa Agenzia delle entrate, con la Circolare n. 34/E del 13 luglio 2009, aveva chiarito che le «spese di pubblicità (...) sono caratterizzate, come chiarito anche dall'Agenzia delle entrate con la Circolare n. 34/E del 13 luglio 2009, "dalla circostanza che il loro sostenimento è frutto di un contratto a prestazioni corrispettive la cui causa va ricercata nell'obbligo della controparte di pubblicizzare/propagandare, a fronte della percezione di un corrispettivo il marchio e/o il prodotto dell'impresa che sostiene il costo (...)". Ciononostante, pur in costanza di regolari contratti di sponsorizzazione, gli Uffici continuano a basare la riqualificazione, sulla presunta inidoneità della sponsorizzazione a raggiungere la platea di "potenziali clienti" dello sponsor e, conseguentemente, a generare ritorni economici immediati. In siffatto contesto fattuale, la Commissione milanese, accertata la sussistenza di regolari contratti tra la società ricorrente le due associazioni sportive sponsorizzate e l'inerenza del costo rispetto all'attività aziendale ha annullato la contestazione erariale riconoscendo la natura pubblicitaria dello stesso.

08 luglio 2015