fisco solo imposte non compensabili con la fiscalità di vantaggio".

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Sulcis, bene la Zona franca urbana

Sulcis, bene la Zona franca urbana

"I dati dei primi sei mesi di applicazione della Zona Franca Urbana del Sulcis dimostrano che la misura sta avendo un notevole successo, anche se occorre approfondire il ritardo nella utilizzazione dei fondi da parte delle imprese individuali". Lo ha dichiarato Francesco Sanna, il deputato del Pd che propose con successo all'approvazione del Parlamento la misura della fiscalità di vantaggio nella legge Crescita del 2012, commentando i dati comunicati al Ministero dello Sviluppo Economico dalla Agenzia delle Entrate. "Le 4.375 imprese che nei 23 Comuni del Sulcis Iglesiente stanno fruendo della fiscalità di vantaggio, da giugno a dicembre 2014 hanno utilizzato circa il 15% delle risorse disponibili: 18,7 milioni di euro sui 125 milioni stanziati dalla legge Crescita. La somma supera il gettito delle tasse pagate in un anno intero allo Stato dalle imprese del Sulcis sui redditi da esse prodotti. Se il trend di utilizzazione dovesse essere confermato - osserva il parlamentare del Pd - l'intero fondo a disposizione delle imprese sarebbe esaurito in tre anni e mezzo, ma in realtà è possibile che se migliora il ciclo economico, sia più forte e accelerato il "tiraggio" delle risorse chele imprese usano per pagare le loro tasse (IRPEF, IRES, IMU aziendale, INPS dipendenti). Ma nel caso di un ritorno di fiducia, la regolarizzazione o la stabilizzazione dei contratti di lavoro, con gli incentivi previdenziali del Jobs Act a favore del lavoro a tempo indeterminato, potrebbe portare nel prossimo triennio ad usare le agevolazioni ZFU più per compensare le tasse sui redditi e sul patrimonio immobiliare aziendale, e meno per i contributi previdenziali. Andando più in dettaglio, si può osservare che ci sono imprese che impiegano le risorse più velocemente delle altre. Un gruppo di testa di 293 aziende (il 6,69% del totale) ha già utilizzato tra il 75% ed il 100% delle risorse assegnate. Il quale, sommato ad un altro gruppo di imprese "veloci" (sono 171, pari al 3,9% del totale) rappresentano poco più di un decimo delle imprese che hanno usato in tale breve lasso di tempo la metà delle loro assegnazioni. Un altro 10,5% di imprese si colloca invece tra un quarto e la metà della quota di utilizzo delle agevolazioni. Guardando alla tipologia di imprese, le 178 cooperative hanno "speso" il 35,33 % delle somme a loro disposizione; un poco di più delle società a responsabilità limitata, che hanno già compensato nei modelli F24 il 32,6% delle risorse". "Se questi sono i buoni risultati, occorre interrogarsi sulle zone d'ombra. C'è una piccola percentuale di imprese (l'1 %) - conclude Sanna - che hanno ricevuto un preavviso di revoca delle agevolazioni perché quanto dichiarato nella domanda non corrisponde allo stato reale della loro azienda. Ma soprattutto vi è un terzo delle imprese agevolate che non hanno ancora iniziato ad utilizzare le risorse, lasciando fermi gli oltre 40 milioni di euro che sono loro destinati. Tra queste imprese, 1005 sono ditte individuali che evidentemente o non hanno avuto scadenze fiscali da saldare in questi sei mesi, ovvero sono impegnate a versare al fisco solo imposte non compensabili con la fiscalità di vantaggio".

Stai pensando di avviare una nuova attività imprenditoriale? Possiamo fornirti una consulenza a trecentosessanta gradi. Saremo al tuo fianco anche per capire se la tua azienda può usufruire delle nuove agevolazioni tributarie in vigore in 23 Comuni del Sulcis.

16 marzo 2015